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D. 02/12/2005 n. 156

2.3 I ribassi d'asta vengono attribuiti alle diverse fonti di copertura in misura percentualmente corrispondente alla quota di concorso al finanziamento dell'opera e vengono destinati, nella medesima percentuale, al ripristino della voce «imprevisti» sino alla concorrenza dell'importo di 12.705.651 euro. Le eventuali economie residue realizzate sul contributo a carico del FAS verranno finalizzate da questo Comitato al finanziamento di altri interventi inclusi nell'elenco allegato alla delibera n. 98/2005.

2.4 Il contributo di cui al precedente punto 2.1 sarà corrisposto al soggetto aggiudicatore, compatibilmente con le disponibilità di cassa, secondo le seguenti modalità:

-il 30% verrà corrisposto in unica soluzione a richiesta del soggetto aggiudicatore;

- altro 30% verrà corrisposto a richiesta del soggetto aggiudicatore e previa trasmissione di dichiarazione del responsabile unico del procedimento (RUP) che attesti l'avvenuta utilizzazione dell'80% della quota di cui all'alinea precedente, mentre un ulteriore 30% verrà erogato su richiesta del soggetto aggiudicatore, corredata da dichiarazione del RUP dell'avvenuta utilizzazione dell'80% di quanto erogato con le precedenti due rate;

- il saldo (residuo 10%) verrà erogato a richiesta del soggetto aggiudicatore, corredata da dichiarazione del RUP che attesti l'avvenuta utilizzazione del 95% di quanto sino allora erogato, nonchè l'ultimazione dei lavori, ivi comprese le operazioni di collaudo dell'opera.

3. Clausole finali.

3.1 L'efficacia della presente delibera resta subordinata alla stipula di atto integrativo con la Regione siciliana che includa esplicitamente l'opera in esame tra le infrastrutture oggetto dell'Intesa generale quadro, così come previsto dalla citata sentenza della Corte costituzionale n. 303/2003.

3.2 Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei documenti comprovanti il progetto come sopra approvato.

3.3 In relazione alle linee guida esposte nella citata nota del coordinatore del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, dovrà essere stipulata tra la Prefettura - UTG, il soggetto aggiudicatore e il Contraente generale risultato aggiudicatario apposita convenzione che - fermo restando l'obbligo dell'appaltatore di comunicare alla stazione appaltante i dati relativi a tutti i sub-contratti, stabilito dall'art. 18, comma 12, della legge 19 marzo 1990 n. 55, e successive modifiche ed integrazioni -- ponga adempimenti ulteriori rispetto alle prescrizioni di cui all'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998 n. 252, e intesi a rendere più stringenti le verifiche antimafia, prevedendo - tra l'altro - l'acquisizione delle informazioni antimafia anche nei confronti degli eventuali sub-appaltatori e sub-affidatari indipendentemente dai limiti d'importo fissati dal citato decreto del Presidente della Repubblica n. 252/1998, nonchè forme di monitoraggio durante la realizzazione dei lavori.

3.4 Eventuali ritardi e criticità nella realizzazione delle opere saranno evidenziati nella relazione periodica che l'UVER, sulla base delle informazioni fornite dalla menzionata struttura tecnica di missione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e di altre informazioni acquisite autonomamente, trasmette trimestralmente al Comitato tecnico per l'accelerazione istituito all'art. 2 della delibera n. 21/2004.

3.5 Il CUP F11B04000480003, assegnato al progetto in argomento, ai sensi della delibera n. 24/2004, va evidenziato nella documentazione amministrativa e contabile riguardante l'intervento di cui alla presente delibera. Roma, 2 dicembre 2005 Il Presidente delegato Tremonti Il segretario del CIPE Folgora Registrata alla Corte dei conti il 20 luglio 2006 Ufficio di controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 5 Economia e finanze, foglio n. 86 Allegato 1 Delibera n. 156/2005 PRIMO PROGRAMMA DELLE OPERE STRATEGICHE - (LEGGE N. 443/2001) - ITINERARIO AGRIGENTO-CALTANISSETTA-A 19: ADEGUAMENTO A QUATTRO CORSIE DELLA s.s. 640 «DI PORTO EMPEDOCLE» - TRATTO DAL KM 9+800 AL KM 44+400. PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Parte I Prescrizioni Il progetto esecutivo deve:

1. recepire e sviluppare le misure di mitigazione, puntuali e di carattere generale, così come proposti nello Studio d'Impatto Ambientale esaminato e sue integrazioni, ed integrarli alla luce delle presenti prescrizioni, dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalità di esecuzione ed i costi analitici; recepire e sviluppare inoltre le compensazioni, per una valore compreso tra il 2,5 e il 3,0% dell'importo dei lavori, tenuto conto in via prioritaria di quanto richiesto nel Parere della provincia regionale di Agrigento;

2. inserire nei documenti progettuali relativi agli oneri contrattuali dell'appaltatore dell'infrastruttura (capitolati d'appalto) le prescrizioni relative alla mitigazione degli impatti in fase di costruzione e quelle relative alla conduzione delle attività di cantiere;

3. anticipare nel programma lavori, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto alla realizzazione delle opere in progetto;

4. dettagliare i quantitativi e le caratteristiche dei materiali di scavo; per lo smaltimento di quelli di esubero, definire il Piano di deposito temporaneo e di smaltimento, individuando le aree di stoccaggio definitivo; prevedere le modalità di conservazione della coltre vegetale derivante dagli scavi previsti; predisporre i progetti di coltivazione e di recupero per le cave di prestito e deposito, in accordo alla normativa nazionale ed a quella regionale;

5. predisporre quanto necessario per adottare, prima della data di consegna dei lavori, un sistema di gestione ambientale dei cantieri secondo i criteri di cui alla norma ISO 14001 o al sistema EMAS (Regolamento CE 761/2001);

6. adottare una soluzione alternativa alle due presentate per la bretella di Agrigento; allo scopo verificare la possibilità di aggregare tutte le funzioni di traffico nello svincolo n. 1 di Petrusa, anche utilizzando la viabilità secondaria esistente;

7. realizzare la variante migliorativa presentata nelle integrazioni fornite relativa allo svincolo n. 3 Scintilia prevedendo la riduzione dell'ingombro e la diversa configurazione delle rampe;

8. realizzare la variante migliorativa presentata nelle integrazioni fornite relativa all'ultimo tratto del tracciato del tronco 6 B-C; avvicinamento del nuovo asse in aree per la maggior parte già oggetto di esproprio; eliminazione dei tronchi 7.1 e 7.4; sistemazione dell'andamento curvilineo per la salvaguardia di alcuni fabbricati in costruzione e di alcune immissioni in aziende agricole attraversate;

9. realizzare la variante migliorativa presentata nelle integrazioni fornite relativa al tratto di collegamento alla rotatoria nord dello svincolo per Castrofilippo: avvicinamento del tracciato del tronco 14 alla s.s. 640 su terreni già oggetto di esproprio; eliminazione del tronco 15.1; declassificazione del previsto tronco 14 da «Tipo 2» a «Tipo 3»;

10. realizzare la variante migliorativa presentata nelle integrazioni fornite relativa all'area di un costruendo autodromo privato: variazione ai parametri geometrici della curva interferente (variazione del raggio da m 1.000 a m 900) con l'allontanamento della curva verso nord;

11. realizzare la variante migliorativa presentata nelle integrazioni fornite relativa alla rotatoria di fine intervento lato Caltanissetta: avvicinamento del tronco 34 all'asse principale;

12. ottimizzare le interferenze del tracciato con i perimetri delle aziende agricole, delle proprietà e delle aree produttive in modo da salvaguardarne quanto più possibile la continuità e la funzionalità; adottare le soluzioni progettuali in grado di mantenere il collegamento tra aree agricole già funzionalmente connesse; garantire l'accesso ai fondi interferiti dalla nuova infrastruttura;

13. dettagliare la qualità e quantità delle emissioni in atmosfera e degli scarichi idrici in fase di cantierizzazione e le misure proposte per evitare il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente; verificare la reale disponibilità al prelievo del fabbisogno idrico dei cantieri da parte dei ge- stori dei due acquedotti indicati, prevedendo di ricorrere a fonti alternative meno pregiate per i quantitativi necessari alle lavorazioni;

14. elaborare un progetto di monitoraggio ambientale secondo le linee guida predisposte dalla Commissione Speciale VIA; i costi dell'attuazione del monitoraggio dovranno essere indicati nel quadro economico del progetto;

15. progettare, per ciascuna delle aree intercluse o difficilmente utilizzabili, interventi di mitigazione/compensazione, attraverso la creazione di aree verdi e prevedendo uno specifico programma di manutenzione della durata di almeno cinque anni;

16. prevedere, per quanto riguarda il ripristino della vegetazione, l'impiego di specie appartenenti alle serie autoctone, raccogliendo eventualmente in loco il materiale per la loro propagazione (sementi, talee, etc.) al fine di rispettare la diversità biologica e di consentire la produzione di materiale vivaistico;

17. sviluppare le opere di sistemazione a verde, di ripristino ambientale e di rinaturalizzazione previste in progetto, applicando le tecniche dell'ingegneria naturalistica; assumere come riferimento: - «Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde» del Ministero dell'ambiente, Servizio VIA, settembre 1997; - Atlante delle opere di sistemazione dei versanti» dell'APAT, 2002; - «Quaderno delle opere tipo di ingegneria naturalistica» della regione Lombardia, 2000; - «Manuale di ingegneria naturalistica» della regione Lazio, 2001;

18. assicurare corridoi protetti di attraversamento della fauna, in numero, forma e dimensioni adeguati;

19. approfondire e verificare l'analisi previsionale del rumore in fase di esercizio, verificandone i livelli sui ricettori nelle condizioni più critiche e, in applicazione del principio di salvaguardia, considerato che l'infrastruttura, pur presentandosi come un adeguamento dell'esistente, appare come nuova sia per la diversa tipologia, sia per la geometria (raggi di curvatura, frequenti varianti plano-altimetriche), applicare i limiti della Tabella 1 dell'Allegato 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 142/2004 e prevedere l'eventuale adeguamento degli interventi di mitigazione; specificare la localizzazione, la tipologia e le modalità di realizzazione delle opere di mitigazione acustica, assicurandone l'inserimento paesaggistico e privilegiando l'adozione di barriere acustiche integrate con barriere a verde; nel caso di barriere realizzate con pannelli trasparenti, attrezzarle con apposite sagome anticollisione per l'avifauna;

20. approfondire l'elaborazione degli interventi di mitigazione delle vibrazioni così da garantire il rispetto dei limiti delle norme UNI 9614;

21. redigere gli elaborati del progetto esecutivo in conformità alle specifiche del sistema cartografico di riferimento;

22. realizzare interventi mirati per la rinaturalizzazione di ambiti degradati, per la creazione di nuove aree con vegetazione autoctona in continuità con le macchie boscate esistenti o l'ampliamento delle formazioni vegetali lineari (siepi e filari) in grado di svolgere la funzione di corridoi ecologici;

23. verificare che il riposizionamento del tracciato e dei sostegni delle linee elettriche interferite, rispetti la normativa vigente, e che siano utilizzati tutti gli accorgimenti tecnici per minimizzare gli impatti ambientali;

24. contenere, al fine delle verifiche di cui all'art. 20, comma 4, del decreto legislativo n. 190 del 20 agosto 2002, le tavole dettagliate nelle quali vengano indicate ed evidenziate le opere, le particolarità progettuali, le misure mitigatrici e compensative con le quali sono state ottemperate le prescrizioni espresse nel parere del CIPE, accompagnata da una relazione descrittiva specifica;

 

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